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L'invecchiamento e' anche colpa dei proteosomi


Linvecchiamento e anche colpa degli spazzini cellulari, ovvero i proteosomi che, quando diventano claudicanti, perdono la capacita di assolvere allimportantissimo compito di tener pulita la ce

L'invecchiamento e' anche colpa degli 'spazzini' cellulari, ovvero i 'proteosomi' che, quando diventano claudicanti, perdono la capacita' di assolvere all'importantissimo compito di tener pulita la cellula.
E' la scoperta di Claudio Franceschi del Dipartimento di Patologia sperimentale dell universita' di Bologna, anticipata al margine del convegno sulla terza eta' e frutto di uno studio prossimo alla pubblicazione sulla rivista Neurobiology of Aging.
Il proteosoma, la cui scoperta ha valso il Premio Nobel 2004 per la chimica agli israeliani Aaron Ciechanove e Avram Hershko e allo statunitense Irwin Rose, e' un 'inceneritore' cellulare che tiene pulita la cellula eliminando le proteine difettose e vecchie. Queste sono etichettate con una molecola chiamata 'ubiquitina', affinche' il proteosoma le riconosca.
Dopo averle individuate il proteosoma le 'ingoia' e le digerisce.
L'equipe dell'ateneo bolognese, esperta in studi sulla longevita', ha scoperto che il proteosoma ha un grande ruolo nel rallentare l'invecchiamento. Infatti il proteosoma comincia a zoppicare negli anziani, ha spiegato Franceschi, e' non riesce piu' a tener pulite le cellule che a un certo punto si 'ingolfano' accumulando un eccesso di proteine vecchie che puo' intossicare le cellule stesse.
Inoltre, ha aggiunto Franceschi, con studi sul cervello di persone che in vita erano state colpite da Alzheimer, ''ci siamo accorti che nei neuroni delle aree cerebrali interessate dalla malattia il proteosoma non funziona bene''.
E, se cio' non bastasse a dimostrare il ruolo che il proteosoma gioca sull'invecchiamento, dagli studi di Franceschi e' anche emerso che nei centenari i proteosomi lavorano a ritmi sostenuti e fanno una migliore pulizia cellulare.
C'e' un ulteriore aspetto tuttora in fase di studio per cui il proteosoma sembra coinvolto nei processi di invecchiamento e nelle malattie tipiche dell'eta' adulta, ha concluso Franceschi: in condizioni di infiammazione cronica, come per esempio nel cervello di un malato di demenza senile o nell'arterosclerosi, il proteosoma viene modificato e diventa un immuno-proteosoma capace di innescare risposte immunitarie e di interferire con questi processi infiammatori patologici.

Fonte: Ansa (04/03/2005)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: proteosoma, incchiamento, Alzheimer
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