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Oltre 2500 gli embrioni crioconservati abbandonati


Sono 2.527, in Italia, gli embrioni crioconservati in stato di abbandono, appartenenti a 603 coppie che non sono piu' reperibili o hanno deciso di non volerli utilizzare a fini procreativi. I dati

Sono 2.527, in Italia, gli embrioni crioconservati in stato di abbandono, appartenenti a 603 coppie che non sono piu' reperibili o hanno deciso di non volerli utilizzare a fini procreativi. I dati, che restano parziali perche' provenienti solo da 53 delle 82 strutture italiane censite, sono stati ricordati lo scorso 3 ottobre da Giulia Scaravelli, responsabile del Registro sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) istituito presso l'Istituto superiore di sanita'.
La ricercatrice ha partecipato alla tavola rotonda organizzata dal congresso nazionale della Societa' italiana di ostetricia e ginecologia (Sigo), in corso a Roma, per fare il punto sull'applicazione della legge 40 del 2004 a due anni dalla sua entrata in vigore. 'I dati sono parziali anche per la difficolta' di dichiarare con certezza quando gli embrioni appartenti a una coppia che risulta irreperibile siano davvero abbandonati o meno'.
Su cosa farne, invece, una volta accertata l'intenzione a non utilizzarli per una gravidanza, i pareri sono discordi. 'Tre soluzioni sono sul tappeto - dice in un messaggio la senatrice della Margherita Paola Binetti - la prima, che mi trova piu' favorevole, e' quella di darli in adozione. Come indicato anche da un documento del Comitato nazionale di bioetica. La seconda, sostenuta da Adriano Pessina dell'universita' Cattolica di Roma, prevede di considerare gli embrioni congelati come accanimento terapeutico, e dunque di 'scongelarli' per lasciarli morire naturalmente. La terza, infine, e' quella di lasciare le cose come stanno'.
Perplessa di fronte all'ipotesi caldeggiata da Binetti si e' detta Maura Cossutta, delegata del ministro della salute Livia Turco alle tematiche materno infantili, che ha partecipato oggi alla tavola rotonda. 'Come e' possibile essere contrari alla fecondazione eterologa e poi consentire l'adozione degli embrioni congelati che altro non e' che la fecondazione eterologa stessa? Forse bisognerebbe prendere atto del fatto che la legge 40 e' incapace di interpretare la realta' da essa stessa creata'. Secondo Cossutta meglio sarebbe 'utilizzare questi embrioni per la ricerca scientifica, alla stregua delle linee cellulari importate oggi nel nostro Paese'.

CONTINUA A CRESCERE IL 'TURISMO DELLA PROVETTA'

Continua a crescere, in Italia, il 'turismo della provetta', le tecniche di fecondazione hanno sempre meno successo e aumentano le complicazioni, come i parti gemellari. Secondo "i primi dati tendenziali, dunque, la tutela dell'embrione e la salute della donna, obiettivi sanciti dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, sono sostanzialmente disattesi". E' questo il giudizio di Cossutta. "I dati sono ancora parziali ma una tendenza sembra emergere chiaramente: diminuisce il successo delle tecniche e nel frattempo aumentano le complicanze tra cui i parti gemellari. Si tratta di un segnale che preoccupa". Un altro aspetto che sembra emergere con chiarezza dall'analisi dei dati parziali e' quello che riguarda il cosiddetto turismo procreativo, cioe' il numero delle coppie italiane che sono state costrette ad andare all'estero per effettuare una delle tecniche di procreazione assistita vietate dalla legge italiana". Il numero delle coppie italiane che hanno varcato la frontiera e' nettamente aumentato. "Due dati su tutti le coppie italiane che si sono rivolte ai centri spagnoli sono aumentate di 8 volte nel 2005, di 22 volte quelle che sono andate in Austria. A quanto risulta richiedono soprattutto fecondazione eterologa e diagnosi preimpianto".
Le prime indicazioni sull'applicazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita "dovranno essere suffragate da dati certi e definitivi. E costituiranno la base dell'aggiornamento delle linee guida previste dalla stessa norma ogni tre anni, dunque a luglio 2007", prosegue Maura Cossutta. Un processo di revisione che, secondo la delegata del ministro della Salute sui temi della fecondazione assistita, "dovrebbe essere scevro da considerazioni eticiste o banalizzazioni. Ma siamo disposti -si chiede con una vena di polemica- ad accettare aggiornamenti e considerazioni provenienti dal mondo scientifico e della ricerca?".
Altro nodo da risolvere quello della comunicazione e gestione dei dati. "Ci vuole un nuovo decreto del ministero della Salute per evitare che le informazioni inviate dai singoli centri di fecondazione siano accorpate, mentre e' necessario che vengano distinte per singoli processi o cicli eseguiti".
Un'esigenza manifestata anche da Giulia Scaravelli. "Stiamo lavorando per arrivare a questo risultato". Intanto i primi dati certi sul Registro Pma sono in corso di elaborazione "ma non arriveranno prima della fine del 2007.
D'altro canto se consideriamo la recente istituzione del registro, i tempi 'tecnici' dei trattamenti e quelli della gravidanza, il conto e' presto fatto". Sul fronte dell'accreditamento dei centri secondo i requisiti previsti dalla legge, resta invece qualche lacuna organizzativa di Regioni che, con fatica, stanno procedento agli adempimenti legislativi e amministrativi di recepimento delle disposizioni normative. Un ritardo che impedisce "a tutt'oggi, il completamento dell'elenco delle strutture italiane". In fondo alla fila "il Lazio, nonostante sul suo territorio un elenco precedente alla legge 40 indichi ben 46 centri", conclude Scaravelli.

COMMENTI

"Non si possono diffondere notizie che contraddicono i dati ufficiali sottolineare presunti aspetti negativi che i fatti non confermano. E una pessima abitudine, in grado di aumentare la voluta confusione che da sempre circonda la legge 40".
Lo sostiene in una nota la responsabile Udc per la Famiglia e le Politiche Sociali, Luisa Santolini.
"Vale la pena ricordare che la relazione presentata lo scorso giugno in Parlamento dal ministro della Salute dice esattamente il contrario di quanto detto oggi da Maura Cossutta, ossia che non si puo' strumentalizzare, con dati tutti da discutere, un argomento cosi' delicato e drammatico per molti per invocare la revisione delle linee guida: la legge 40 non si tocca conclude - e con essa le linee guida, nel rispetto degli italiani, delle coppie e della loro volonta'".

"La legge 40 continua ad essere al centro dell'attenzione in convegni di natura scientifica, come e' avvenuto in quello promosso dalla Sigo, oltre che nei consueti dibattiti politici. Una valutazione oggettiva e completa della sua applicazione effettiva sfugge ai criteri rigorosamente scientifici che tutti auspicheremmo. I dati presentati dal Ministro non sono statisticamente significativi, in quanto incompleti, retrospettivi e raccolti su base volontaria". E' quanto auspicano sia la senatrice Paola Binetti, a suo tempo presidente del Comitato Scienza e Vita.
"Una valutazione attendibile sara' possibile solo nel 2007, quando saranno disponibili dati certi, perche' raccolti nel registro previsto dalla legge in tutti i centri accreditati, su base obbligatoria". "Spesso decisamente opposte, ma attualmente impegnate a riflettere insieme sui dati disponibili per cercare una soluzione effettiva ai bisogni espressi dalle coppie sterili, nella piena applicazione della legge 40, attualmente in vigore". "Per questo stesso motivo l'accesso delle coppie di fatto alla Procreazione medicalmente assistita, previsto dalla legge 40, va garantito. Altra cosa e' il dibattito sulle coppie di fatto, i Pacs, che per ora non sono oggetto di nessuna normativa".

"I dati indicati da Maura Cossutta sulla legge 40, se confermati dai fatti, erano gia' insiti nella contraddittorieta' della legge stessa ". Lo dichiara la capogruppo per il Prc-SE in commissione Affari sociali alla Camera, Daniela Dioguardi.
"Come sempre, su questi temi, l ipocrisia prende il sopravvento e a volte conviene far finta di non vedere di non sentire. Al di la' dei risultati, la legge 40 e' un provvedimento sbagliato che vieta, costringe e proibisce. Negare alle coppie di fatto la possibilita', di avere figli con il ricorso alle tecniche, come vorrebbe la parte piu' intransigente del cattolicesimo italiano, e' vergognoso; se poi, nei fatti, gli aborti aumentano e aumenta la sofferenza di donne e uomini, questo ovviamente non e' per loro un problema".

"Le affermazioni di Maura Cossutta oggi al congresso nazionale della Societa' italiana dei ginecologi ed ostetrici non sono esatte, non suffragate da dati scientificamente inoppugnabili e smentite dalla relazione sullo stato di attuazione della Legge 40 per l'anno 2005, presentata dal ministro della Salute Turco, lo scorso giugno". A dirlo e' il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari sociali della Camera, Domenico Di Virgilio.
"I dati contenuti nella relazione annuale- afferma l'azzurro Di Virgilio- dimostrano chiaramente che la Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita non solo funziona, ma funziona bene considerato che, nel 2004, vi e' stato un incremento del 2% di gravidanze singole rispetto al 2003. Per quanto riguarda le coppie che si rivolgono all'estero, per praticare la fecondazione eterologa si tratta di un numero insignificante. Va, piuttosto, sottolineato quanto questa legge sia efficace e vada incontro ai giusti desideri di tante coppie". Ormai, per Di Virgilio, "si mente, sapendo di mentire. E' nota, infatti, la assoluta avversione della Cossutta alla Legge 40 che, finalmente, dopo anni di 'far west procreatico', ha disciplinato la materia con l'obiettivo principale di salvaguardare la salute della donna e del nascituro". Il parlamentare azzurro continua: "So che la sconfitta referendaria ancora brucia a Maura Cossutta, ma la invito a rispettare quanto espresso liberamente dalla maggioranza degli italiani. Inoltre consiglio al ministro della Salute Turco di invitare i suoi collaboratori ad evitare esternazioni su dati non certi".

"La Cossutta ribalta la realta'. Gli unici dati ufficiali sull'applicazione della legge 40 sono quelli contenuti nella relazione trasmessa al Parlamento dal ministero della Salute nel giugno di quest'anno (si tratta quindi di dati recenti)". Risponde cosi' il deputato di An Riccardo Pedrizzi alle cifre fornite da Maura Cossutta sul "turismo procreativo" delle coppie italiane all'estero.
Al contrario, i dati contenuti nella relazione del ministero "ci dicono che la legge 40 non penalizza le coppie sterili. Essi infatti indicano che, rispetto alla situazione antecedente all'entrata in vigore della normativa, il numero dei bimbi nati mediante la pratica della fecondazione artificiale non solo non e' verticalmente crollato, ma e' addirittura aumentato (nel 2003 erano stati 3.676, nel 2004 sono stati 3.705), mentre tanti di piu' sono stati i bimbi non ammazzati". Dunque, precisa l'esponente di An, "la legge 40 ha ridotto la strage degli innocenti insita nelle tecniche di fecondazione extracorporea. Cio' e' avvenuto perche' la limitazione che la normativa pone alla produzione di embrioni, affinche' non ve ne siano di soprannumerari e 'superflui', non e' ideologica, ma, al contrario, poggia su basi rigorosamente scientifiche".
Il parlamentare dell'opposizione conclude: "E' ora che i nostalgici del far west, come la Cossutta, si cospargano il capo di cenere e dicano: 'Scusate, abbiamo sbagliato'".

La legge sulla fecondazione medicalmente assistita funziona. E' quanto sottolinea, in una nota, il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonte'. 'Capisco che Maura Cossutta non abbia ancora digerito la sconfitta referendaria sulla procreazione medicalmente assistita e che pertanto non sia serena, ma e' giunta l'ora che si metta davvero il cuore in pace. Freni tutti i suoi rancori e desideri di vendetta: i suoi voli pindarici per tentare in tutte le maniere di scovare presunti malfunzionamenti della legge 40 sono ormai da tempo atterrati rovinosamente'.
'Prima della pausa estiva avevamo infatti accolto con viva soddisfazione la chiara posizione del ministro della Salute sul ruolo che Cossutta riveste sulla legge 40: 'Maura Cossutta ha parlato a titolo personale, e' una dei tanti esperti che si occupano di tante materie e forniscono semplici pareri all'attenzione del ministro. Non esiste alcuna commissione che stia lavorando per aggiornare le linee guida della legge 40".
'La comunicazione del ministro Turco al Parlamento aveva inoltre specificato che una qualunque ipotesi di aggiornamento sarebbe stata preventivamente fornita alla valutazione delle Camere. Dunque il ministro della Salute ha gia' sconfessato una volta Cossutta. Ora cosa resta? La scomunica?'.

'Il Governo Prodi continua nella sconcertante abitudine di mentire al Parlamento'. Lo afferma un una nota Lo afferma l'on. Carlo Giovanardi (UDC). 'Ci era stato assicurato autorevolmente in Aula che l'on. Maura Cossutta, a suo tempo oppositrice accanita della legge 40, non era affatto la delegata del Governo per seguire il tema della fecondazione medicalmente assistita. Oggi l| on. Cossutta si e' presentata in tale veste alla Tavola rotonda organizzata dalla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia, dove ha dato sfoggio al solito repertorio fatto di prevenzioni ideologiche e di dati interpretati strumentalmente. Aspettiamo che il ministro Turco sconfessi con cortese sollecitudine l| operato dell'on. Cossutta e venga in Parlamento a confrontarsi sui dati reali della situazione'.

Fonte: Aduc (20/10/2006)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: pma, fecondazione assistita, embrioni
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