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Le migliori pratiche per la coltivazione e la coesistenza del mais OGM

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Conservare adeguatamente i semi e applicare le distanze di isolamento sono i metodi più efficaci per evitare la mescolanza di semi di mais geneticamente modificati (GM), normali e biologici

Conservare adeguatamente i semi e applicare le distanze di isolamento sono i metodi più efficaci per evitare la mescolanza di semi di mais geneticamente modificati (GM), normali e biologici, questo è quanto afferma una relazione dell'Ufficio europeo di coesistenza (ECoB).

Il "Best Practice Document" (documento sulle migliori pratiche), pubblicato dall'Istituto per le prospettive tecnologiche (IPTS) del Centro comune di ricerca (CCR) e sostenuto da un gruppo di parti interessate, descrive anche come negli Stati membri dell'UE che hanno le giuste condizioni climatiche possono essere adottate misure alternative quali l'avvicendamento dei tempi di fioritura dei campi GM e non GM (cioè l'isolamento temporale).

"Le pratiche suggerite contenute in questo importante documento sono applicabili nell'ambito del nuovo approccio della Commissione (europea) verso la coesistenza e la coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) adottato a luglio," ha detto il commissario per la Salute e i consumatori, John Dalli, che ha presentato la relazione al Consiglio dell'agricoltura.

"Queste pratiche concordano completamente con lo spirito e gli obiettivi della proposta, che conferisce agli Stati membri una maggiore flessibilità per organizzare la coesistenza di colture GM, normali e biologiche.
Il documento espone dettagliatamente le pratiche non vincolanti, che hanno lo scopo di aiutare gli Stati membri a sviluppare e definire i loro approcci nazionali o regionale alla coesistenza."

La relazione si occupa di tre tipi di produzioni - mais dolce, chicchi e piante intere - per quanto riguarda la coltivazione e la vendita iniziale del mais GM. In seguito all'esame da loro eseguito delle possibili cause del mescolamento, i membri dell'ECoB hanno stabilito le migliori pratiche di gestione agricola in grado di garantire la coesistenza mantenendo allo stesso tempo l'efficienza economica e agronomica dell'azienda.

Secondo l'ECoB, fondato nel 2008 per creare linee guida specifiche per coltura, per permettere la coesistenza e individuare le migliori pratiche per i provvedimenti di segregazione tecnica, le distanze di isolamento comprese tra i 15 e 50 metri potrebbero contribuire a ridurre il contenuto di OGM nel cibo e nel mangime tradizionali, abbassando i livelli al di sotto dello 0,9% (e cioè la soglia legale per le etichette). Queste distanze potrebbero anche diminuire l'impollinazione incrociata tra mais GM e mais non GM. Il gruppo fa inoltre notare come distanze più ampie, comprese tra i 100 e 500 metri, potrebbero essere usate per livelli di mescolamento più bassi (per es. 0,1%, la stima standard per i limiti di quantificazione).

Su scala globale, le colture GM sono state coltivate su 134 milioni di ettari nel 2009. I primi tre paesi che coltivano tali cereali sono gli Stati Uniti (48% degli OGM mondiali), il Brasile (16%) e l'Argentica (16%). L'UE permette la coltivazione di solo due prodotti del mais GM e una patata GM.

Questo recente documento dà effettivamente agli Stati membri dell'UE i mezzi per adattare i provvedimenti alle loro specifiche condizioni regionali e locali. La Commissione europea ha recentemente dato il suo consenso a una proposta che conferisce agli Stati membri dell'UE il diritto di limitare, permettere o vietare le coltivazioni di OGM, assicurando allo stesso tempo il sistema di autorizzazione dell'UE per gli OGM.

"La garanzia di una vera libertà su piani diversi da quelli basati su una valutazione scientifica della salute e dei rischi ambientali necessita anche di un cambiamento della legislazione attuale," ha detto a luglio il commissario Dalli. "Una valutazione completa della sicurezza e un sistema di controllo rafforzato sono fattori prioritari nella coltivazione di OGM e per questo si cerca con forza di ottenerli. La Commissione (europea) si è impegnata a intraprendere azioni di follow up su questi fattori entro la fine dell'anno."

Redazione MolecularLab.it (06/10/2010)
Pubblicato in Ecologia e Ambiente
Tag: ogm, mais, ECoB
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