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Forum brevetti si chiede come i DPI possono contribuire a risolvere il problema del clima

Europa


In che modo possono essere usati i diritti di proprietà intellettuale (DPI) nello sviluppo di tecnologie pulite necessarie a contrastare i cambiamenti climatici? Questa è la domanda che tutt

In che modo possono essere usati i diritti di proprietà intellettuale (DPI) nello sviluppo di tecnologie pulite necessarie a contrastare i cambiamenti climatici? Questa è la domanda che tutti si sono posti al European Patent Forum, tenutosi il 6 e 7 maggio a Lubiana, la capitale della Slovenia.

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Günter Verheugen, "i problemi legati al cambiamento climatico possono essere visti come un'opportunità per alcuni settori industriali."

Come ha osservato Yvo de Boer della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il Comitato intergovernativo sul mutamento climatico (IPCC) ha affermato che le emissioni di gas serra possono essere ridotte in maniera significativa con le tecnologie esistenti e con quelle presto disponibili. La domanda è se l'attuale sistema che regola i diritti di proprietà intellettuale (DPI) aiuta o rallenta l'implementazione e la diffusione di queste tecnologie.

Focalizzando sulla questione del trasferimento della tecnologia ai paesi in via di sviluppo egli ha notato che i paesi industrializzati tendono a difendere i DPI come strumento necessario per stimolare e premiare l'innovazione. I paesi in via di sviluppo sostengono invece che i DPI rappresentano un ostacolo al trasferimento della tecnologia dal mondo sviluppato a quello in via di sviluppo.


Altri argomenti a favore dei DPI includono il fatto che la maggior parte delle tecnologie non sono protette da brevetto, anche se questo è più rilevante in determinati settori piuttosto che in altri e, inoltre, i paesi in via di sviluppo nei loro rapporti ufficiali forniti all'UNFCC raramente includono i DPI tra i maggiori problemi.

De Boer sostiene che un grande problema è comunque rappresentato dal fatto che finora il dibattito sul ruolo dei DPI nello sviluppo di tecnologie pulite è rimasto in larga misura sul piano teorico. "Abbiamo bisogno di capire meglio dove i DPI possono impedire l'accesso alle nuove tecnologie e dove invece no," ha dichiarato, aggiungendo che, dove vengono individuate barriere, bisogna trovare i mezzi per superarle.

Durante la conferenza, una seduta straordinaria sul trasferimento della tecnologia dalla scienza all'industria ha trattato le difficoltà che incontrano le università nel cercare di brevettare i risultati delle loro ricerche.

Come ha spiegato Johan Bil dell'ufficio per il trasferimento tecnologico dell'Università di Ghent (Belgio), uno dei maggiori ostacoli che le università si trovano a dover superare per quanto riguarda i brevetti è il costo della parcella di un legale per i brevetti. Anche la difesa dei brevetti è un'impresa costosa. Una possibile soluzione, avanzata dal dott. Koen Verhoef della Free University (VU) di Amsterdam nei Paesi Bassi, potrebbe essere rappresentata dall'assunzione a tempo pieno da parte delle università riunite di un legale per i brevetti interno.

Un ulteriore spesa è rappresentata dal dover dimostrare che la tecnologia funzionante in laboratorio sia effettivamente applicabile a livello industriale; in mancanza di questa dimostrazione è poco probabile che l'industria sia disponibile ad investire nell'ulteriore sviluppo della tecnologia. L'università di Ghent dispone di un fondo per la dimostrazione di concetto per aiutare i ricercatori a superare questo particolare problema.

Intanto, il dott. Verhoef ha sottolineato l'importanza del comunicare il bisogno di brevetti a ricercatori e studenti all'interno dell'università. Un modo possibile per farlo sarebbe quello di premiare maggiormente i ricercatori per le loro attività di trasferimento tecnologico. Ad esempio, il finanziamento potrebbe essere erogato in base ai collegamenti dei ricercatori con l'industria o con il numero di brevetti registrati.

Bisogna anche trovare una via affinché i ricercatori possano beneficiare dei risultati dei loro brevetti. "Tradurre la loro conoscenza in applicazioni richiede tempo e dobbiamo tutti esserne coscienti," ha detto.



Fonte: Cordis (13/05/2008)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: Europa, brevetti, clima
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