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Salvare la ricerca biologica e medica in Italia si può

Ricercatrice sotto cappa


Nonostante l'Italia non impieghi sufficienti risorse, e le impieghi male, sono molte le proposte che potrebbero risollevare la ricerca

In Italia si investe troppo poco nella ricerca medica e biologica. Non solo, anche il modo in cui le poche risorse vengono distribuite pecca di mancanza di qualità e anche una cattiva strategia per lo sviluppo del nostro sistema ricerca influisce sulla condizione del Paese nel settore ricerca. E' importante sottolineare che l'Italia disattende le indicazioni fornite dall'Unione Europea: del 2% del PIL indicato come obiettivo a Lisbona circa 8 anni fa, noi spendiamo per la ricerca solo la metà.
Attualmente i pochi finanziamenti disponibili sono assegnate in misura sempre crescente attraverso negoziati diretti tra pubblica amministrazione e singoli ricercatori (o istituzioni scientifiche), mentre meno del 10% delle risorse sono assegnate secondo “peer review”, cioè seguendo procedure di valutazione di merito affidate ai membri della comunità scientifica.

Le più gravi conseguenze di questa cattiva gestione delle risorse economiche sono che impedisce l'affermazione dei giovani ricercatori e scoraggia i tentativi di rinnovamento da parte di Istituti di Ricerca e Università, causando la “fuga dei cervelli”. I pochi tentativi di riportare queste brillanti menti in Italia sono serviti a molto poco se non a nulla. Tutti questi problemi e anomalie, fanno sì che l'Italia non faccia parte dei Paesi più avanzati e all'avanguardia nel campo della ricerca e dell'innovazione tecnologica. Si può fare molto per sanare questa situazione prima che il nostro ritardo scientifico e tecnologico sia incolmabile. Molte sono le proposte interessanti, tra cui: la creazione di un'Agenzia per la gestione di tutti i fondi pubblici destinata alla ricerca bio-medica attraverso “peer-review”, la creazione di centri scientifici interdisciplinari e di “distretti tecnologici” con la collaborazione attiva da parte del mondo dell'industria, agire in modo tempestivo sul reclutamento (basandosi su modelli internazionali), assegnazione di tutti i fondi pubblici per la ricerca mediante bandi pubblici e loro assegnazione tramite processi formali e regolamentato di “peer-review”.


Redazione MolecularLab.it (03/06/2008)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: ricerca, Italia
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