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L'aumento di peso corporeo negli ex fumatori

Portacenere


Osservate diverse secrezioni di insulina nelle cellule beta dei soggetti a digiuno e dopo esposizione al glucosio in base al periodo di interruzione dalle sigarette

Possiamo dire con sicurezza che i fumatori rifiutano di abbandonare il proprio vizio poiché credono che il loro girovita potrebbe solo aumentare di dimensioni. E anche se la maggior parte dei ricercatori ha per molto tempo supposto che esiste un collegamento tra l'abbandono delle sigarette e l'aumento di peso, nessuno studio era riuscito a provarlo... fino ad ora. Un team di ricerca in Austria ha trovato un collegamento tra la secrezione di insulina e l'aumento di peso una volta abbandonato il fumo.

Parlando ai delegati al 15° Congresso internazionale di endocrinologia (ICE) e al 14° Congresso europeo di endocrinologia (ECE) a Firenze in Italia l'8 maggio, la dott.ssa Marietta Stadler dell'Ospedale Hietzing di Vienna, in Austria, ha detto che lei, assieme al suo team, ha scoperto che i cambiamenti nella secrezione di insulina potrebbero essere collegati all'aumento di peso dopo che un soggetto ha smesso di fumare.

I soggetti dello studio erano fumatori in salute che hanno partecipato a un programma di rinuncia al fumo. Essi si sono sottoposti a test di tre ore di tolleranza al glucosio (OGTT) mentre ancora fumavano e dopo non meno di tre e sei mesi dopo aver chiuso con le sigarette. La ricercatrice e il suo team hanno inoltre misurato la composizione corporea dei soggetti.

Il team ha misurato la secrezione di insulina nelle cellule beta dei soggetti a digiuno e dopo esposizione al glucosio. Sono stati valutati anche i loro livelli di appetito dopo che avevano consumato un pasto a buffet di loro scelta.
I ricercatori hanno inoltre misurato i livelli a digiuno di molti ormoni coinvolti nella regolazione dell'assorbimento di energia.

"Noi abbiamo scoperto che il peso corporeo e la massa grassa aumentavano dopo 3 mesi di astinenza dal fumo, rispettivamente del 4% e del 22%," ha detto la dott.ssa Stadler, "e dopo 6 mesi l'aumento era rispettivamente del 5% e del 35%."

I ricercatori hanno detto che le più straordinarie scoperte metaboliche sono state un aumento nella prima fase della secrezione di insulina, in seguito a stimolo da glucosio, e un aumento nell'assorbimento di carboidrati dopo il pasto a buffet per pazienti che avevano smesso di fumare da tre mesi.

I soggetti dopo tre mesi hanno mostrato una significativa resistenza all'insulina a digiuno, mentre la risposta normale alla somministrazione di insulina era ridotta. Il risultato non è stato lo stesso dopo sei mesi di astinenza. "La sensibilità dinamica all'insulina (la sensibilità all'insulina in uno stato postprandiale) valutata durante gli OGTT è rimasta sempre invariata," ha affermato. "I livelli di neuropeptide-Y (NPY) [2] durante il digiuno erano più alti dopo tre mesi, ma non dopo sei mesi. Noi riteniamo che le alterazioni nella secrezione di insulina potrebbero essere collegate all'aumentato bisogno di carboidrati e all'aumento di peso sperimentati da molti fumatori che smettono di fumare. Tuttavia, l'aumento nella secrezione di insulina e l'assorbimento di carboidrati sembrano essere un effetto passeggero per chi smette di fumare, poiché questi cambiamenti non si notano più dopo sei mesi, anche se i partecipanti avevano preso ancora più peso."

Le scoperte mostrano inoltre che l'aumentata secrezione di insulina non era così evidente nei pazienti che non fumavano per almeno sei mesi se confrontata con quella in pazienti che avevano ripreso a fumare solo da 90 giorni.

"Tutti questi fattori sono indizi che aiutano a comprendere i processi metabolici coinvolti nell'aumento di peso dopo l'abbandono del fumo," ha detto la dott.ssa Stadler. "Quanto più riusciamo a capire le basi biologiche del fenomeno, tanto maggiori saranno le nostre possibilità di essere in grado di controllarlo."

I ricercatori intendono ora confrontare i soggetti dello studio con un gruppo di non fumatori della stessa età. Il loro obbiettivo? Determinare se la funzione della cellula beta cambia nei soggetti che continuano a fumare e non solo durante il periodo di astinenza.

In conclusione, la dott.ssa Stadler ha detto: "Noi vogliamo inoltre discutere i nostri risultati con esperti nel campo delle dipendenze e della medicina comportamentale allo scopo di raccogliere idee e ipotesi riguardo al perché il vizio del fumo potrebbe esercitare questi effetti metabolici, così da poter pianificare degli studi che mettano assieme molte discipline coinvolte in questo importante settore di ricerca."

Fonte: Cordis (15/05/2012)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: sigarette, fumo, peso
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