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I prebiotici hanno effetto sulla chimica del cervello

Batterio


Pubblicati i risultati di una ricerca preclinica in cui si osserva l'aumento di fattori neurotrofici e NMDA in ratti a cui son stati dati prebiotici

I Ricercatori della University of Oxford hanno osservato come modulare la flora microbica attraverso prebiotici ha effetti sul cervello. Nello studio pubblicato su Neurochemistry International, alcuni ratti sono stati alimentati con oligosaccaridi (FOS e GOS) o acqua per cinque settimane prima di misurare i livelli di fattori neurotrofici del cervello (BDNF), subunità del recettore NMDA ed amminoacidi associati con la neurotrasmissione di glutammato.
Le molecole ricercate sono state individuate sulla base del fatto che il BDNF è una importante molecola coinvolta nello sviluppo ed il mantenimento dei neuroni, mentre l'NMDA ha un ruolo critico nello sviluppo del cervello, nella memoria e nell'apprendimento.
Ebbene i prebiotici hanno aumentato i livelli di fattori neurotrofici e l'NDMA a livello dell'ippocampo rispetto ai controlli,subunità dell'NDMA sono state riscontrate in maggior concentrazioni anche nella corteccia frontale.
"Questi studi hanno fornito evidenze sulla complessa interazione tra flora e cervello", ha detto il Dr.
Phil Burnet, il coordinatore dei ricercatori.
L'influenza della flora microbica sulla chimica del cervello è stato già ampiamente dimostrato, almeno nei roditori. In precedenti studi era stato osservato che in assenza di flora batterica la principale espressione di fattori neurotrofici derivati dal cervello (BDNF) e le subunità del recettore N-metil-D-aspartato (NMDAR) sono ridotte.
Si può quindi concludere, grazie a quest'ultima ricerca, che la proliferazione della flora microbica grazie ai prebiotici, aumenta l'espressione del BDNF. In particolare in questo studio è stato efficace l'utilizzo del oligosaccaride FOS (a base di fruttosio).

"I nostri risultati hanno fornito la base per le prossime ricerche su umani", ha dichiarato Burnet. I ricercatori, infatti, sperano che queste scoperte possano offrire spunti per individuare trattamenti possibili per disfunzioni cognitive e disturbi emotivi in malattie neuropsichiatriche o correlate con il declino dell'età.

Leggi l'articolo scientifico
"Prebiotic feeding elevates central brain derived neurotrophic factor, N-methyl-d-aspartate receptor subunits and d-serine". Neurochemistry International (2013). DOI: 10.1016/j.neuint.2013.10.006

Redazione MolecularLab.it (23/01/2014)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: prebiotici, NMDA, BDNF, flora batterica, cervello
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