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Molecole che cambiano colore nel futuro dei computer


Una particolare vernice realizzata con tecniche di nanotecnologia potrebbe consentire di memorizzare informazioni a livello molecolare

Una piastrina di plastica di circa sei centimetri pe

Una particolare 'vernice' realizzata con tecniche di nanotecnologia potrebbe consentire di memorizzare informazioni a livello molecolare

Una piastrina di plastica di circa sei centimetri per dodici di colore violetto potrebbe essere il primo passo verso la realizzazione di dispositivi di memoria per computer con una densitÓ di un miliardo di Giga su un singolo microchip. La piastrina Ŕ quella che la foto mostra nelle mani del suo inventore che ne dimostra la particolare proprietÓ di passare dal colore viola al bianco semplicemente se scaldata con un phon per poi ritornare rapidamente del colore iniziale a temperatura ambiente. Il ricercatore Ŕ Azzedine Bousseksou, direttore del team di ricerca sulle proprietÓ fisiche molecolari del Laboratorio di chimica di coordinazione che il Cnrs francese ha a Tolosa.

'Questo particolare effetto-memoria che permette alle molecole della vernice di tornare del loro colore originario - ha spiegato Bousseksou in occasione di un incontro a Tolosa con un gruppo dell'Unione giornalisti scientifici italiani, Ugis - pu˛ essere sfruttato per realizzare dispositivi di memoria che immagazzinino un bit per ogni molecola.
Chip realizzati con questa tecnologia di nanolitografia (nella foto) possono consentire densitÓ altissime anche per il ridottissimo spazio necessario tra una pista e l'altra degli elettrodi che raggiungono ogni singola molecola; rispetto ai chip tradizionali, la dimensione di queste piste pu˛ essere ridotta fino a 60 nanometri'.

'Oltre che per i chip di memoria - prosegue Bousseksou -, la stessa tecnologia molecolare pu˛ essere utilizzata per realizzare transistor, diodi, ecc. Il principio fisico di questa tecnologia consiste nella transizione di spin indotta con una variazione termica che provoca il trasferimento di due elettroni da uno strato all'altro. Le applicazioni a livello industriale di questo principio - che Ŕ stato brevettato dal Cnrs a livello internazionale - sono per il momento prevedibili entro una decina d'anni, ma potrebbe esservi una accelerazione con una intensificazione delle ricerche. A tal fine vi sono giÓ contatti con grandi industrie del settore, come la Motorola'.

Le pi¨ recenti ricerche di Bousseksou - che studia anche altri nanomateriali bistabili che variano le loro proprietÓ se sottoposti a stimoli elettrici, magnetici o ottici - hanno aperto la porta verso lo sviluppo di un 'hard-disk molecolare'.

Fonte: Newton (19/11/2004)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: computer
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