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Tag   linee guida    nutrizionisti    biologo nutrizionista  Aggiungi Tag

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Autore Discussione
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pigreco1972
Nuovo Arrivato

giapponesina


82 Messaggi

Inserito il - 19 novembre 2009 : 18:06:41  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di pigreco1972 Invia a pigreco1972 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
A tutti gli interessati,
allego le LINEE GUIDA dell'ordine nazionale dei biologi,
per la professione di BIOLOGO NUTRIZIONISTA.


Allegato: Biologi Italiani ottobre 2009.pdf
2088,79 KB

pigreco1972
Nuovo Arrivato

giapponesina



82 Messaggi

Inserito il - 19 novembre 2009 : 21:41:15  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di pigreco1972 Invia a pigreco1972 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non lavoro con il CITOTEST per scelta.
Tuttavia -se si ritenesse di utilità questo tipo di indagine- suppongo rientri nelle competenze del biologo nutrizionista, perchè:
-si effettua tramite prelievo venoso (di competenza del biologo, per riferimenti vedi www.onb.it)
-Si tratta di test non invasivo.
Per fugare ogni dubbio, consiglio di telefonare alla segreteria dell'ordine dei biologi (il numero è indicato sul sito). Si trovano persone gentili, disposte a rispondere a questo e altri tipi di quesiti
Pigreco
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Donde
Utente Junior

biohazard



268 Messaggi

Inserito il - 19 novembre 2009 : 22:01:58  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Donde  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Donde Invia a Donde un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
quindi analisi non invasive quali la circonferenza del polso sono consentite? pensavo che non si potesse eseguire questi tipi di analisi sui clienti..

"DNA just is. And we dance to its music."
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Dearg-Due
Utente


Prov.: Firenze


1104 Messaggi

Inserito il - 20 novembre 2009 : 17:39:10  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dearg-Due Invia a Dearg-Due un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da pigreco1972

Non lavoro con il CITOTEST per scelta.
Tuttavia -se si ritenesse di utilità questo tipo di indagine- suppongo rientri nelle competenze del biologo nutrizionista, perchè:
-si effettua tramite prelievo venoso (di competenza del biologo, per riferimenti vedi www.onb.it)
-Si tratta di test non invasivo.
Per fugare ogni dubbio, consiglio di telefonare alla segreteria dell'ordine dei biologi (il numero è indicato sul sito). Si trovano persone gentili, disposte a rispondere a questo e altri tipi di quesiti
Pigreco


Il prelievo capillare e/o venoso NON RIENTRA NORMALMENTE nelle competenze del Biologo, essendo questo un atto sanitario.
I Biologi possono effettuare prelievi ematici solo se in possesso di specifici requisiti, ne è già stato parlato ampiamente su questo forum, basta cercare.

Ad es.:
http://www.onb.it/ordine_faq_elenco.jsp?idcat=3

http://www.molecularlab.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9439

http://www.molecularlab.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9650

http://www.simel.it/files/download/1723_dw.pdf

Posto che il Citotest non è un'indagine riconosciuta ed approvata (ergo non serve a nulla), la valutazione dei risultati credo debba ugualmente essere effettuata da un medico.
Meglio informarsi presso l'Ordine dei Biologi onde non incorrere in problemi.


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prossima biologa
Utente Attivo

0625_da_la_fra



1437 Messaggi

Inserito il - 29 novembre 2009 : 12:58:28  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di prossima biologa Invia a prossima biologa un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
interessantissimo questo allegato.

Aiuto in biochimica?guarda qui
Info sul lavoro di biologo?guarda qui
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pigreco1972
Nuovo Arrivato

giapponesina



82 Messaggi

Inserito il - 29 novembre 2009 : 14:44:51  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di pigreco1972 Invia a pigreco1972 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
in bocca al lupo prossima biologa!
grazie
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Edgardo
Nuovo Arrivato

Prov.: VT
Città: Vetralla


52 Messaggi

Inserito il - 11 maggio 2010 : 19:15:06  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Edgardo Invia a Edgardo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
e per quanto riguarda le analisi circa intolleranze alimentari? come comportarci?



llego un pdf che potrebbe essere utile per chiarirsi le idee sui test per non convenzionali per le allergie ed intolleranze alimentari.

Edgardo

Allegato: Allergie-ed-intolleranze-alimentari_-test-diagnostici-non-convenzioneli.-Dr.-Galimbert.pdf
2384,09 KB
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celtic
Utente Junior




179 Messaggi

Inserito il - 16 maggio 2010 : 07:18:38  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Dearg-Due

Citazione:
Messaggio inserito da pigreco1972

Non lavoro con il CITOTEST per scelta.
Tuttavia -se si ritenesse di utilità questo tipo di indagine- suppongo rientri nelle competenze del biologo nutrizionista, perchè:
-si effettua tramite prelievo venoso (di competenza del biologo, per riferimenti vedi www.onb.it)
-Si tratta di test non invasivo.
Per fugare ogni dubbio, consiglio di telefonare alla segreteria dell'ordine dei biologi (il numero è indicato sul sito). Si trovano persone gentili, disposte a rispondere a questo e altri tipi di quesiti

Pigreco


Il prelievo capillare e/o venoso NON RIENTRA NORMALMENTE nelle competenze del Biologo, essendo questo un atto sanitario.
I Biologi possono effettuare prelievi ematici solo se in possesso di specifici requisiti, ne è già stato parlato ampiamente su questo forum, basta cercare.

Ad es.:
http://www.onb.it/ordine_faq_elenco.jsp?idcat=3

http://www.molecularlab.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9439

http://www.molecularlab.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9650

http://www.simel.it/files/download/1723_dw.pdf

Posto che il Citotest non è un'indagine riconosciuta ed approvata (ergo non serve a nulla), la valutazione dei risultati credo debba ugualmente essere effettuata da un medico.
Meglio informarsi presso l'Ordine dei Biologi onde non incorrere in problemi.




1) L'interpretazione di esami di laboratorio rientra a pieno titolo tra le competenze del biologo (che non è un tecnico di laboratorio). Come già scritto quando ero specializzando (quindi non ancora specialista) lo stato italiano (rif. regolamento scuola specializzazione pubblicato in Gazzetta ufficiale http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_g00000a.pdf) MI IMPONEVA di elaborare formulazioni diagnostiche degli esami di laboratorio.

2) L'Ordine nazionale biologi in una risposta scritta inviatami nel 2006 riporta che rientra nelle competenze del biologo elaborare diete al fine di regolarizzare parametri di laboratorio alterati.
Per cui il biologo può tranquillamente elaborare diete tenendo conto dei risutati di un test di intolleranza così come ne tiene conto nel caso si presenti un soggetto con una dislipidemia ematica.
E' chiaro che se ad un biologo si presenta un soggetto con ipercolesterolemia e sidrome da rene policistico potrebbe essere opportuno che il biologo , oltre ad elaborare una dieta ipocolesterolemizzante, consigliasse il soggetto di recarsi dal medico che potrebbe prescrivere una tepapia farmacologica al fine di salvaguardare al massimo la funzionalità renale (danni al glomerulo renale conseguenti a processi aterosclerotici a carico dell'arteriola afferente).
L'unica cosa che l'ordine pretende è che il biologo non faccia il medico elaborando diagnosi sulla base di esami di laboratorio.
Sulla differenza tra interpretazione diagnostica e diagnosi rimando al link: http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_000034.htm


Il problema è l'attendibilità dei test per intolleranza http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_00003e.htm

Detto in maniera chiara: se con una laurea magistrale che è storicamente legata agli esami di laboratorio il biologo non può interpretare un dato di laboratorio tanto vale abolire laurea e ordine (è come se un farmacista non potesse consigliare medicinali limitandosi a vendere acriticamente quelli prescritti dal medico).
Ovviamente il biolgo può interpretare esami di laboratorio.
Il ricorso sistematico al medico costuituirebbe violazione del codice deontologico (artt. 8 e 25) e danneggerebbe la categoria ledendo la professionalità del singolo.
Esempio pratico: afferisce allo studio una persona con ipercolesterolemia e dice al biologo "dottore ho il colesterolo alto" (lo ha letto nell'esame), il biolgo cosa dovrebbe fare? Aprire la busta degli esami e, alla vista dell'ipercolesterolemia, dire al soggetto "guardi deve andare dal medico non posso elaborarle la dieta".
Risultato: la persona va dal medico (che gli dice "ha il colesterolo alto. si metta a dieta"), torna dal biologo e gli dice: "dottore, dopo avere buttato via una giornata di lavoro, per andare dal medico su suo consiglio, il medico mi ha detto che ho il colesterolo alto".
Evidentemente un comportamento del genere lederebbe la professionalità del biologo e della categoria, oltre a danneggiare il cliente.
E' chiaro che il biolgo elabora la dieta ipocolesterolemizzante (procedura corretta anche da un punto di vista etico) invitando il soggetto a mostrare gli esami al medico (tanto più se nel caso di persona affetta da patologie che possono essere peggiorate dal un incremento della lipidemia - esempio: ipertensione arteriosa, sindrome da rene policistico, ecc.).
ALTRIMENTI RIBADISCO: TRASCINA NEL RIDICOLO SE' STESSO E LA CATEGORIA VIOLANDO IL CODICE DEONTOLOGICO.
Essere Dottori magistrali, tanto più con una abilitazione statale. significa anche assumersi delle responsabilità.





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Dearg-Due
Utente


Prov.: Firenze


1104 Messaggi

Inserito il - 16 maggio 2010 : 20:08:59  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dearg-Due Invia a Dearg-Due un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Posto che il Citotest non serve a niente, per cui puoi interpretarlo come anche i fondi di caffè, il Biologo non può interpretare analisi cliniche assegnandogli valore clinico.
Spetta al medico.
Stop.
Byezzzz



P.S.
abolire Ordine e laurea?
Così come sono strutturati ora perchè no?

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celtic
Utente Junior




179 Messaggi

Inserito il - 17 maggio 2010 : 01:34:13  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Dearg-Due

Posto che il Citotest non serve a niente, per cui puoi interpretarlo come anche i fondi di caffè, il Biologo non può interpretare analisi cliniche assegnandogli valore clinico.
Spetta al medico.
Stop.
Byezzzz



P.S.
abolire Ordine e laurea?
Così come sono strutturati ora perchè no?





Bisogna avvisare lo stato italiano che mi ha obbligato a farlo per diventare microbiologo.
Il biologo non può fare diagnosi ma può interpretare gli esami di laboratorio, fine. ANZI DEVE FARLO.
Per decidere che test batteriologico eseguire valutavo e leggevo le informazioni cliniche che arrivano con la scheda del paziente in laboratorio (e così facevano i colleghi biologi all'Ospedale di Udine).
Per questo la scuola di specializzazione prevedeva che lo specializzando biologo seguisse l'iter diagnostico di casi clinici.
Quello che il biologo non può fare è elaborare una diagnosi sulla base di esami di laboratorio (es. dire ad una persona che ha una glutammico transaminasi di60 U/l che tale valore non è generalmente associato a patologie epatiche).
L'ho fatto, lo faccio, lo scrivo, lo timbro, lo firmo. Perchè sono un biologo e non un tecnico. Fine.
E ripeto: lo fanno tutti i colleghi, ufficialmente, lavorando tutti i giorni, puù volte al giorno: arriva il campione, con il campione c'è una scheda paziente con tutti i sintomi e in base a quello che è scritto nella scheda IL BIOLOGO OSPEDALIERO decide quali esami eseguire. Riporto la routine dell'ospedale di Udine (Italia). Il regolamento della scuola di specializzazione è pubblicato sulla gassetta ufficiale della repubblica italiana.
Quando eseguivo il dosaggio di farmaci a rischio vita in ospedale riportavo i limiti di tossicità (mi pare sia un dato clinico) e firmavo il referto. Tale interpretazione clinica del dosaggio farmacologico ci veniva richiesta dal medico di reparto che doveva decidere se mantenere quel dosaggio oppure no.
Chiaramente non spettava a me (nè ero in grado di farlo) determinare i sintomi di un eventuale sovradosaggio.
Ancora quando al mio studio è afferito un soggetto con emocromatosi
con mutazione del gene HFE S65C ho chiaramente dato una interpretazione clinica (è la mutazione più benigna) per decidere quali alimenti togliere dalla dieta.
Quando è afferita al mio studio un soggetto affetto da sindrome da rene policistico mi sono calcolato anche la velocità di filtrazione glomerurale (a partire dalla creatinina serica) per capire quante protenine inserirgli nella dieta. Esattamente come mi calcolavo la VFG in ospedale quando facevo il dosaggio di taluni farmaci per stabilire il limite di tossicità per quel paziente.
Altrimenti non avrei svolto la professione di biologo. Chiaramente non ho valutatato i danni epatici da accumulo di ferro del soggetto con emocromatosi.
O ancora il soggetto con bilirubina libera alterata ma enzimi epatici normali e nessuna alterazione dell'emocromo: è chiaramente affetto da Sindrome di Gilbert (deficit nell'enzima che coniuga la bilirubina libera all'acido glucoronico a livello epatico: UDP glucuronosil - transferasi) e non necessita delle modifiche nutrizionali che si attuano in un soggetto con steatosi epatica o a carico delle vie biliari. SE IO INVIO AL MEDICO UN SOGGETTO CON SINDROME DI GILBERT, FACENDGOLI PERDERE 1 GIORNO DI LAVORO, PERCHE' NON SO INTERPRETARE UN DATO DI LABORATORIO (IN SENSO CHIARAMENTE CLINICO, VISTO CHE SI PARLA DI ESAMI CHIMICO CLINICI) DIMOSTRO SOLO LA MIA INCOMPETENZA PROFESSIONALE. SPUTTANANDO LA CATEGORIA DEI BIOLOGI.
Il biologo deve saper dare queste interpretazioni CLINICHE (visto che riguardano esami clinici), ALTRIIMENTI NON FA IL BIOLOGO, FA IL TECNICO DI LABORATORIO. MA SOPRATTUTO, RIBADISCO, DIMOSTRA INCOMPETENZA PROFESSIONALE Non per niente viene richiesto per legge )e fa parte della routine quotidiana di lavoro): interpretare esami clinici.



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Dearg-Due
Utente


Prov.: Firenze


1104 Messaggi

Inserito il - 17 maggio 2010 : 06:47:33  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dearg-Due Invia a Dearg-Due un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Che un Biologo debba sapere e sappia quando un valore ematochimico (e non solo) sia alterato e quale possa essere la causa di questa alterazione, è scontato e dovuto.
Tuttavia la diagnosi conseguente, qualunque essa sia, non spetta a te.
Perchè, a parità di alterazione (come a parità di segni e sintomi), le cause possono essere diverse e solo un medico è in grado di discriminare.
Così è.


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celtic
Utente Junior




179 Messaggi

Inserito il - 17 maggio 2010 : 19:35:45  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Dearg-Due

Che un Biologo debba sapere e sappia quando un valore ematochimico (e non solo) sia alterato e quale possa essere la causa di questa alterazione, è scontato e dovuto.
Tuttavia la diagnosi conseguente, qualunque essa sia, non spetta a te.
Perchè, a parità di alterazione (come a parità di segni e sintomi), le cause possono essere diverse e solo un medico è in grado di discriminare.
Così è.








Ho scirtto che il biologo non esegue diagnosi, ribadisco che se mando una persona con la sindrome di Gilbert dal medico cniudo lo studio domani mattina e faccio la figura dell'incompetente.

Stessa cosa per alterazioni di potassemia di dovute a lisi ematica (cattiva conservazione, prelievo traumatico): l'1% dei soggetti che afferiscono allo studio di un nutrizionista ha tutti i paramentri di laboratorio nella norma, li invio tutti dal medico per paura, incompetenza e pigrizia? Giusto che chi lo fa chiuda bottega non domani, ieri.
La posizone dell'onb è quella che il biologo elabora la dieta sulla base degli elementi che ha a disposizione (colloquio, esami di laboratorio, cartelle cliniche, ecc.), se ritiene di avere bisogno di ulteriori infomazioni cliniche invia la persona dal medico (ma lo decide ogni, singolo, biologo, autonomamente).
Ribadisco anche che il biolgo deve saper valutare dati clinici (cosa che tutti i biologi fanno ogni giorno negli ospedali).
Il biologo non può eseguire diagnosi non perchè è un biologo ma perché la diagnosi è un atto complesso che prevede: anamnesi, valutazione esami di laboratorio, valutazione di esami "strumentali" e valutazione di eventuali terapie farmacologiche (effetti collaterali di farmaci che vanno distinti dai sintomi di malattia).

Quello che va tenuto presente è che va evitato sia il giocare al "medico dei poveri" (diagnosticando patologie sulla base di esami di laboratorio o vega test) che il rimandare la persona al medico per ogni fesseria (chi lo fa lede la categoria tanto quanto chi gioca a fare il medico, se non di più).
Aldilà delle questioni legali (spesso di lana caprina) vi sono i dati sostanziali di cui sopra: il biologo non può fare diagnosi perché non ha sostenuto esami di semiotica medica.
Quello che va contrastato tanto quanto il giocare a fare i medici è il comportamento di chi ricorre al medico per pigrizia, per scarsa voglia di applicarsi e studiare e per codardia.
Questi sono ancora più pericolosi dei "piccoli medici".

Sono iscritto all'ordine dal 1998 (se non ricordo male), collaboro con studi medici, medici mi hanno inviato loro familiari: ho rischiato una azione legale una volta sola, da parte di un collega.

Oltretutto va tenuto presente che chi ha la laurea magistrale in biologia sanitaria, probabilmente non sa fare una dieta (ma impara in 1 mese), ma ha una formazione in campo medico che i biologi vecchio ordinamento (e io sono uno di loro) nemmeno si sognavano.

Adesso tutti i laureati sono più preparati (farmacisti, medici e biologi) e soprattuttto la laurea in biologia si è fortemente qualificata (studiano 5 anni e si fanno il c**lo).
Stesso discorso per infermieri (sono ancora in servizio i quarantenni con due anni di superiori e tre di convitto), i fisioterapisti e i dietisti (una volta bastavano 5 anni di superiori e 1 anno di tirocinio in ospedale).
La mia impressione è che i "vecchi marpioni" ostacolino le nuove leve in quanto ne temono la maggior preparazione.




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Dearg-Due
Utente


Prov.: Firenze


1104 Messaggi

Inserito il - 17 maggio 2010 : 19:55:52  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dearg-Due Invia a Dearg-Due un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Adesso tutti i laureati sono più preparati (farmacisti, medici e biologi) e soprattuttto la laurea in biologia si è fortemente qualificata (studiano 5 anni e si fanno il c**lo).
Stesso discorso per infermieri (sono ancora in servizio i quarantenni con due anni di superiori e tre di convitto), i fisioterapisti e i dietisti (una volta bastavano 5 anni di superiori e 1 anno di tirocinio in ospedale).
La mia impressione è che i "vecchi marpioni" ostacolino le nuove leve in quanto ne temono la maggior preparazione.

Concordo.


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celtic
Utente Junior




179 Messaggi

Inserito il - 18 maggio 2010 : 07:30:08  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Tanto per salvare i dettami legali, esempio:
1) allo studio afferisce un soggetto con bilirubinemia indiretta elevata, nessuna alterazione all'emocromo, nessuna alterazione relativamente ai parametri di funzionalità epatica.

2) Nel corso del colloquio la persona riferisce "dottore quel valore lo ho sempre avuto alto".

3) Il biologo butta via 30 minuti e spiega e scrive il significato del parametro bilirubina (pigmento che deriva dalla demolizione dei globuli rossi - bilirubina libera o indiretta - che poi viene legato all'acido glucuronico, nel fegato, trasformandosi in bilirubina coniugata o indiretta, che viene "trasfomata" in bile, escreta nell'intestino per digerire i grassi, ed eliminata con le feci. La sindrome di Gilbert è una carenza dell'enzima che lega la bilirubina libera all'acido glucuronico, con conseguente innalzameno della bilirubina indiretta. E' una malattia genetica assolutamente benigna che, al massimo, più può generare ittero dopo sforzi intensi, in quanto lo sforzo intenso aumenta la demolizione dei globuli rossi - emocateresi- e quindi la produzione di bilirubina indiretta che tende a depositarsi nella pelle, nelle mucose e nella sclerotica oculare - "bianco dell'occhio" - la prima parte che diventa gialla è il bianco dell'occhio-) e conclude SCRIVENDO nel trattamento nutrizionale "l'alterazione della bilirubinemia è COMPATIBILE con la sindrome di Gilbert". Nessun giudice lo condannerà mai, perchè tecnincamente NON è diagnosi, il biologo ha solo interpretato e spiegato un dato di laboratorio, facendo riaparmiare al "cliente" una visita medica assolutamente inutile. In più il cliente gli dice: "lo sa dottore che ha ragione, quando facevo sport dopo gli allenamenti intensi gli occhi mi diventavano gialli, adesso ho capito perchè".

L'interpretazione in senso clinico degli esami di laboratorio spetta al biologo ed è richiesta al biologo anche da un punto di vista professionale.
E' chiaro che se le alterazioni della bilirubina si accompagano ad alterazioni dei parametri di funzionalità epatica e, nel corso del colloquio, il soggetto riferisce: dolore intenso che insorge bruscamente nella parte superiore destra dell'addome; dolore intenso che insorge in maniera rapida nella parte centrale dell'addome (appena sotto lo sterno), dolore all'alta schiena (tra le scapole), dolore alla spalla destra. Il biologo non scrive, nè dice, alla persona: "lei ha i calcoli alla colecisti" gli dice: "guardi, parli con il suo medico di famiglia perchè è possibile che ci siano dei calcoli alla cistifellea".

Il biolgo nutrizionista, in ottemperanza alle posizioni dell'ordine (che prevedono che sia il singolo biologo a decidere se inviare o meno il paziente dal medico - rif. http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_00003a.htm) DEVE SAPERE QUESTE COSE. Per questo ha una formazione medica pagata dallo stato - università, scuole di specializzazione (i biologi sanitari o i 240 - 300 cfu delle scuole di specializzazione mediche) e si mantiene aggiornato tramite corsi di educazione continua in medicina. Non per "concessione" a "studiare quello che studiano i medici", NE' PER FARE IL MEDICO. Per la stessa ragione le scuole di specializzazione hanno gli stessi standards formativo professionalizzanti sia per i medici che per i biologi.
In ottemperanza a normative europee per le quali è assurdo che una persona abbia una formazione medica e non la utilizzi (o la utilizzi in senso esclusivamente tecnico laboratoristico - perchè giustamente gli europei dicono: "a) c'è già la laurea in tecnico di laboratorio biomedico; b) non si sprecano soldi per far studiare 5 o 10 anni una persona e fargli fare il tecnico").

La riforma universitaria e delle scuole di specializzazione non è stato un cambiamento formale ma SOSTANZIALE nella figura professionale del biologo operante in sanità.






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tesla
Utente

tesla



752 Messaggi

Inserito il - 18 maggio 2010 : 12:13:07  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di tesla  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da celtic



Sono d'accordo con quanto dici. Ma cosa ti ha detto l'ordine riguardo alla richiesta di analisi cliniche da parte del biologo? Se il biologo le può interpretare come mai non le può richiedere per iscritto al cliente ma, come il fruttivendolo, deve ricorrere al solito consiglio?



Immagine:

83,98 KB
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Dearg-Due
Utente


Prov.: Firenze


1104 Messaggi

Inserito il - 18 maggio 2010 : 13:14:35  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dearg-Due Invia a Dearg-Due un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da celtic

- "l'alterazione della bilirubinemia è COMPATIBILE con la sindrome di Gilbert". Nessun giudice lo condannerà mai, perchè tecnincamente NON è diagnosi,

Questo lo dici tu.

Citazione:
L'interpretazione in senso clinico degli esami di laboratorio spetta al biologo ed è richiesta al biologo anche da un punto di vista professionale.

Ma no davvero.

Citazione:
E' chiaro che se le alterazioni della bilirubina si accompagano ad alterazioni dei parametri di funzionalità epatica e, nel corso del colloquio, il soggetto riferisce: dolore intenso che insorge bruscamente nella parte superiore destra dell'addome; dolore intenso che insorge in maniera rapida nella parte centrale dell'addome (appena sotto lo sterno), dolore all'alta schiena (tra le scapole), dolore alla spalla destra. Il biologo non scrive, nè dice, alla persona: "lei ha i calcoli alla colecisti" gli dice: "guardi, parli con il suo medico di famiglia perchè è possibile che ci siano dei calcoli alla cistifellea".

Assolutamente no.
Lo invia dal medico e basta.

Citazione:
La riforma universitaria e delle scuole di specializzazione non è stato un cambiamento formale ma SOSTANZIALE nella figura professionale del biologo operante in sanità.

Maddechè?


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celtic
Utente Junior




179 Messaggi

Inserito il - 18 maggio 2010 : 13:29:02  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da tesla

[quote]Messaggio inserito da celtic



Sono d'accordo con quanto dici. Ma cosa ti ha detto l'ordine riguardo alla richiesta di analisi cliniche da parte del biologo? Se il biologo le può interpretare come mai non le può richiedere per iscritto al cliente ma, come il fruttivendolo, deve ricorrere al solito consiglio?


Le analisi rientrano nella prescrizione, come è giusto ri ritiene che la richiesta di analisi sia il frutto dei risultati di una anamnesi.
L'ordine mi ha detto di inviare una lettera al medico in cui si chiede l'esecuzione di esami.
Io uso la formula: "cortese dottore, considerato che il suo paziente sig. XXX è afferito al mio studio per un trattamanto di riduzione poncreale le chiedo di valutare l'opportunità di eseguire i seguenti esami di laboratorio: ,,,,,, che mi sarebbero utili al fine di ottimizzare il trattamento nutrizionale. Rimandendo a disposizione per eventuali problemi o chiarimenti, porgo: Distinti Saluti Dottor "celtic" timbro e firma - richiesta su carta intestata che riporta qualifiche, specializzazioni, ecc.".

Non uso il termine cortese collega perchè non sono un medioo (sono un laureato della facoltà di scienze con una specializzazione alla facoltà di medicina: non sono un medico sono uno che ha studiato quanto lui), "chieddo di valutare l'opportunità" perchè è giusto che sia il medico di famiglia (che è in grado di eseguire anche anamnesi e valutazione di sintomi) a decidere se è il caso di prescirvere esami. Rimagno a disposizione perchè: a) io devo fare gli interessi del cliente; b) il paziente è un paziente del medico di famiglia primariamente (non mio). Porgo DISTINTI saluti, perchè la mia richiesta non nasce dalla volontà di arruffianarmi il medico.

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tesla
Utente

tesla



752 Messaggi

Inserito il - 18 maggio 2010 : 14:53:45  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di tesla  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da celtic

Le analisi rientrano nella prescrizione, come è giusto ri ritiene che la richiesta di analisi sia il frutto dei risultati di una anamnesi.
L'ordine mi ha detto di inviare una lettera al medico in cui si chiede l'esecuzione di esami.
Io uso la formula: "cortese dottore, considerato che il suo paziente sig. XXX è afferito al mio studio per un trattamanto di riduzione poncreale le chiedo di valutare l'opportunità di eseguire i seguenti esami di laboratorio: ,,,,,, che mi sarebbero utili al fine di ottimizzare il trattamento nutrizionale. Rimandendo a disposizione per eventuali problemi o chiarimenti, porgo: Distinti Saluti Dottor "celtic" timbro e firma - richiesta su carta intestata che riporta qualifiche, specializzazioni, ecc.".

Non uso il termine cortese collega perchè non sono un medioo (sono un laureato della facoltà di scienze con una specializzazione alla facoltà di medicina: non sono un medico sono uno che ha studiato quanto lui), "chieddo di valutare l'opportunità" perchè è giusto che sia il medico di famiglia (che è in grado di eseguire anche anamnesi e valutazione di sintomi) a decidere se è il caso di prescirvere esami. Rimagno a disposizione perchè: a) io devo fare gli interessi del cliente; b) il paziente è un paziente del medico di famiglia primariamente (non mio). Porgo DISTINTI saluti, perchè la mia richiesta non nasce dalla volontà di arruffianarmi il medico.





Questo modo di fare è la dimostrazione che il biologo nutrizionista non è un professionista completo. "valutare l'opportunità"... Ma se a me servono per fini di valutazione dello stato di nutrizione (e non per emettere diagnosi) perchè deve essere il medico a valutare l'opportunità o meno?!? Sei un professionista in grado di interpretarle sì o no? Poi se il medico non le prescrive perchè quel giorno gli girano la tua attività risulta più che limitata e la "piena autonomia" di cui parla l'ordine va a farsi friggere. Inoltre, da nessuna parte c'è scritto che le analisi chimiche (per non chiamarle cliniche) debbano avere per forza un significato clinico e/o fini diagnostici. Ho già detto diverse volte che tutti i libri di testo sulla nutrizione affermano che le analisi biochimiche rappresentano il metodo più oggettivo per la valutazione dello stato di nutrizione. Si tratta di un'attività preliminare per il corretto svolgimento della professione del nutrizionista.

Poi mi farai capire per qual motivo puoi analizzare l'acqua corporea di un cliente tramite BIA senza dover necessariamente diagnosticare scompensi e non puoi farlo tramite una richiesta ad un laboratorio di analisi. Non dirmi che per conoscere l'acqua totale è necessaria l'anamnesi...


Ps. nelle farmacie non richiedono le analisi, le fanno direttamente e poi prescrivono le diete tramite software regalati dalle varie ditte. Ma c'è una differenza, loro vincoli non ne hanno: non sono biologi.
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celtic
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Inserito il - 18 maggio 2010 : 19:27:44  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
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Le analisi rientrano nella prescrizione, come è giusto ri ritiene che la richiesta di analisi sia il frutto dei risultati di una anamnesi.
L'ordine mi ha detto di inviare una lettera al medico in cui si chiede l'esecuzione di esami.
Io uso la formula: "cortese dottore, considerato che il suo paziente sig. XXX è afferito al mio studio per un trattamanto di riduzione poncreale le chiedo di valutare l'opportunità di eseguire i seguenti esami di laboratorio: ,,,,,, che mi sarebbero utili al fine di ottimizzare il trattamento nutrizionale. Rimandendo a disposizione per eventuali problemi o chiarimenti, porgo: Distinti Saluti Dottor "celtic" timbro e firma - richiesta su carta intestata che riporta qualifiche, specializzazioni, ecc.".

Non uso il termine cortese collega perchè non sono un medioo (sono un laureato della facoltà di scienze con una specializzazione alla facoltà di medicina: non sono un medico sono uno che ha studiato quanto lui), "chieddo di valutare l'opportunità" perchè è giusto che sia il medico di famiglia (che è in grado di eseguire anche anamnesi e valutazione di sintomi) a decidere se è il caso di prescirvere esami. Rimagno a disposizione perchè: a) io devo fare gli interessi del cliente; b) il paziente è un paziente del medico di famiglia primariamente (non mio). Porgo DISTINTI saluti, perchè la mia richiesta non nasce dalla volontà di arruffianarmi il medico.





Questo modo di fare è la dimostrazione che il biologo nutrizionista non è un professionista completo. "valutare l'opportunità"... Ma se a me servono per fini di valutazione dello stato di nutrizione (e non per emettere diagnosi) perchè deve essere il medico a valutare l'opportunità o meno?!? Sei un professionista in grado di interpretarle sì o no? Poi se il medico non le prescrive perchè quel giorno gli girano la tua attività risulta più che limitata e la "piena autonomia" di cui parla l'ordine va a farsi friggere. Inoltre, da nessuna parte c'è scritto che le analisi chimiche (per non chiamarle cliniche) debbano avere per forza un significato clinico e/o fini diagnostici. Ho già detto diverse volte che tutti i libri di testo sulla nutrizione affermano che le analisi biochimiche rappresentano il metodo più oggettivo per la valutazione dello stato di nutrizione. Si tratta di un'attività preliminare per il corretto svolgimento della professione del nutrizionista.

Poi mi farai capire per qual motivo puoi analizzare l'acqua corporea di un cliente tramite BIA senza dover necessariamente diagnosticare scompensi e non puoi farlo tramite una richiesta ad un laboratorio di analisi. Non dirmi che per conoscere l'acqua totale è necessaria l'anamnesi...


Ps. nelle farmacie non richiedono le analisi, le fanno direttamente e poi prescrivono le diete tramite software regalati dalle varie ditte. Ma c'è una differenza, loro vincoli non ne hanno: non sono biologi.



l'Italia è un Paese in cui storicamente il medico è stato per anni il "capo" della sanità. Il medico al vertice, poi tutti gli altri.
Le cose sono cambiate grazie all'azione di psicologi e farmacisti (più che dei biologi) e sono migliorate con l'entrata nella comunità europea (la parificazione degli standard formativi tra medici e biologi specializzandi mi risulta sia conseguenza dell'ottemperanza a normative europee). L'onb non ha fatto molto (anche se la risposta del Dottor Landi a ribadire l'autnomia professionale del biologo - http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_00003a.htm - è notevole ed encomiabile - tra l'altro fu prioprio questa risposta, assolutamente chiara, a indurmi a iniziare l'attività di nutrizionista, prima avevo sentito di tutto) ritenendo prioritarie altre questioni.
Le cose sono migliorate con:
- la riforma del sistema universitario: adesso il biologo studia 5 anni e molti esami universitari sono di ambito medico (sigla med).
Quando studiavamo noi, di "fatto", il corso di fisiologia generale che si insegnava a scienze biologiche era una "fisiologia da biologi".
Ricordo il mio professore di microbiologia (quando ero studente di biologia) che ci disse: voi dovete studiare la "microbiologia da biologi" (non la "microbiologia alta" che si insegna alla facoltà di medicina).
Fino a prima della riforma l'ambiente era questo.
Adesso no: la fatica si misura in cfu gli esami sono classificati.
Ci portiamo ancora dietro il retaggio ante - riforma ma le cose vanno molto meglio.
Una ragazza che conoscevo ha acquisito la seconda laurea in medicina ma ha dovuto acquisire prima la laurea post riforma in biologia (da laureata vecchio ordinamento ha acquisito quella nuovo ordinamento grazie alla quale gli hanno riconosciuto parecchi cfu) a dimostrazione del fatto che il valore della laurea nuovo ordinamento è superiore a quella vecchia ordinamento.

In Italia tutto si muove lentamente per proteggere le rendite ("faccio quello che faccio perchè il pezzo di carta mi consente di farlo, impedisco agli altri di farlo - anche se lo possono fare meglio di me- perchè il principio è quello di lavorare per diritto acquisito più che per capacità e di bloccare la concorrenza che costringe a lavoare di più o meglio - e quindi a fare più fatica -).
L'unica è studiare e faticare perchè comunque il laureato nuovo ordinamento (che ha faticato di più) ha una laurea che "vale di più", anche se il titolo è lo stesso, nonostante tutto quello che possano dirvi per buttarvi giù di morale (ed eliminare concorrenti).


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Luanabiologa
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Inserito il - 18 maggio 2010 : 21:30:06  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Luanabiologa Invia a Luanabiologa un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
DA LEGGERE ATTENTAMENTE:
La laurea in Scienze Biologiche/Biologia non è una laurea sanitaria, LA PROFESSIONE DI BIOLOGO E' UNA PROFESSIONE SANITARIA riconosciuta anche dal Ministero della salute tra quelle comprese per l’obbligo dei crediti ECM.
Inoltre l’articolo 3 della Legge 396/67 all’ultimo capoverso cita: L'elencazione di cui al presente articolo non limita l'esercizio di ogni altra attività professionale consentita ai biologi iscritti nell'albo, né‚ pregiudica quanto può formare oggetto dell'attività di altre categorie di professionisti, a norma di leggi e di regolamenti.

CIO' CHE SI EVINCE DAL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA' SESSIONE XLVI,SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009,
CHE :
In riferimento al biologo,il consiglio di stato con la sentenza n.6394/05 ha evidenziato che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività ,fra le quali :la prescrizione di diete sia in funzione dei fabbisogni nutritivi sia in funzione dei funzione dell'intolerranze alimentari;l'elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata diagnosticata una patologia;la prescrizione o,anche ,il semplice consiglio o indicazioni di integratori/supplementi alimentari e altri prodotti dietetici di libera vendita
Evidenziato
che sono ben definiti gli ambiti di competenza attribuiti alle suddette figure professionali:
-il medico è il solo professionista che ha il titolo per l'effettuazione di diagnosi e la prescrizione di farmaci e indagini di laboratorio finalizzati all'elaborazione di diete
-il biologo,al quale sia la legislazione primaria D.P.R.10 dicembre 1997 n.483 concernete all'accesso ai ruoli del servizio sanitario nazionale (S.S.N.),la legge 26 febbraio 1999 n.42 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie", sia la giurisprudenza assegnano con chiarezza competenze afferenti alla nutrizione,E' UNA DELLE PROFESSIONI DEL RUOLO SANITARIO INSERITA NELL'AMBITO SSN,in quanto svolge attività attinenti alla tutela della salute
-il farmacista svolge un ruolo abbastanza definito in quanto non può elaborare e prescrivere diete
-il dietista,figura tecnico-sanitaria, ha ambiti limitati di autonomia,dovendo agire in collaborazione e su indicazione del medico
PRESO ATTO CHE
-la prescrizione di diete individuali da parte di biologi nutrizionisti su soggetti affetti da patologie più o meno gravi NON PUO' AVVENIRE "PRESCINDENDO DALLA PREVENTIVA ANALISI DELLO STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE EFFETTUATO DAL MEDICO"
-Coerente con quanto sostenuto dalla Federazione dei biologi nel decreteto 362/93 è esplicitato che la determinazione della dieta individuale e di diete speciali deve essere sempre messa in relazione ad un accertamento delle condizioni fisico-patologiche effettuate dal medico chirurgo anche presso ospedale o nosocomi ect.., evidenziando una necessaria e imprescendibile analisi a monte della condizione del soggetto che si sottopone alla prestazione di cui trattasi

MINISTERO DELLA SALUTE SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009
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tesla
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tesla



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Inserito il - 18 maggio 2010 : 22:10:12  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di tesla  Rispondi Quotando
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Coerente con quanto sostenuto dalla Federazione dei biologi nel decreteto 362/93 è esplicitato che la determinazione della dieta individuale e di diete speciali deve essere sempre messa in relazione ad un accertamento delle condizioni fisico-patologiche effettuate dal medico chirurgo anche presso ospedale o nosocomi ect.., evidenziando una necessaria e imprescendibile analisi a monte della condizione del soggetto che si sottopone alla prestazione di cui trattasi



Federazione dei biologi?!??!?

Quanto riportato direbbe che non c'è differenza tra il dietista e il biologo. Entrambi non possono elaborare diete senza accertamento preventivo delle condizioni di salute del soggetto da parte di un medico.

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celtic
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Inserito il - 19 maggio 2010 : 08:14:11  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
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DA LEGGERE ATTENTAMENTE:
La laurea in Scienze Biologiche/Biologia non è una laurea sanitaria, LA PROFESSIONE DI BIOLOGO E' UNA PROFESSIONE SANITARIA riconosciuta anche dal Ministero della salute tra quelle comprese per l’obbligo dei crediti ECM.
Inoltre l’articolo 3 della Legge 396/67 all’ultimo capoverso cita: L'elencazione di cui al presente articolo non limita l'esercizio di ogni altra attività professionale consentita ai biologi iscritti nell'albo, né‚ pregiudica quanto può formare oggetto dell'attività di altre categorie di professionisti, a norma di leggi e di regolamenti.

CIO' CHE SI EVINCE DAL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA' SESSIONE XLVI,SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009,
CHE :
In riferimento al biologo,il consiglio di stato con la sentenza n.6394/05 ha evidenziato che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività ,fra le quali :la prescrizione di diete sia in funzione dei fabbisogni nutritivi sia in funzione dei funzione dell'intolerranze alimentari;l'elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata diagnosticata una patologia;la prescrizione o,anche ,il semplice consiglio o indicazioni di integratori/supplementi alimentari e altri prodotti dietetici di libera vendita
Evidenziato
che sono ben definiti gli ambiti di competenza attribuiti alle suddette figure professionali:
-il medico è il solo professionista che ha il titolo per l'effettuazione di diagnosi e la prescrizione di farmaci e indagini di laboratorio finalizzati all'elaborazione di diete
-il biologo,al quale sia la legislazione primaria D.P.R.10 dicembre 1997 n.483 concernete all'accesso ai ruoli del servizio sanitario nazionale (S.S.N.),la legge 26 febbraio 1999 n.42 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie", sia la giurisprudenza assegnano con chiarezza competenze afferenti alla nutrizione,E' UNA DELLE PROFESSIONI DEL RUOLO SANITARIO INSERITA NELL'AMBITO SSN,in quanto svolge attività attinenti alla tutela della salute
-il farmacista svolge un ruolo abbastanza definito in quanto non può elaborare e prescrivere diete
-il dietista,figura tecnico-sanitaria, ha ambiti limitati di autonomia,dovendo agire in collaborazione e su indicazione del medico
PRESO ATTO CHE
-la prescrizione di diete individuali da parte di biologi nutrizionisti su soggetti affetti da patologie più o meno gravi NON PUO' AVVENIRE "PRESCINDENDO DALLA PREVENTIVA ANALISI DELLO STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE EFFETTUATO DAL MEDICO"
-Coerente con quanto sostenuto dalla Federazione dei biologi nel decreteto 362/93 è esplicitato che la determinazione della dieta individuale e di diete speciali deve essere sempre messa in relazione ad un accertamento delle condizioni fisico-patologiche effettuate dal medico chirurgo anche presso ospedale o nosocomi ect.., evidenziando una necessaria e imprescendibile analisi a monte della condizione del soggetto che si sottopone alla prestazione di cui trattasi

MINISTERO DELLA SALUTE SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009



Luana la federazione biologi non so nemmeno cosa sia, chi fa testo è l'ordine nazionale biologi e la risposta del dottor Landi è chiara. Ti parlo da collega: il codice deontologico riporta che il biologo deve difendere e tutelare la sua autonomia professioale.
Se tu scrivi che l'attività del biologo dipende da quella del medico (così come sarebbe se fosse necessario un accertamento preventivo di eventuali condizioni fisiopatologiche - cosa assolutamente falsa- VIOLI IL CODICE DEONTOLOGICO, articoli 7 e 25).
Per cui se sei davvero una collega inviami quanto riporti qui tramite pec (il mio indirizzo pec è mariocestaro@italia-pec.it )
e poi io ti segnalo all'ordine per violazione del codice deontologico.
Perchè il problema è uno: bisogna avere un minimo di rispetto per chi studia 5 o 10 anni e non può essere lo sguattero del medico.
Se tu ritieni, come biologa, che sia così, va benissimo.
Regoliamo all'Ordine: se hai ragione, cambiamo le normative (la legge 396/67 non riporta valutazione dei fabbisogni nutritivi ed energetici PREVIO ACCERTAMENTO DELLE CONDIZIONI FISIOPATOLOGICHE) come ribadito dal Presidente del tuo ordine (http://www.dietaepeso.it/dieta_e_peso_00003a.htm#an1

Oltre che dal parere del consiglio supreriore di sanità del Dicembre 2009.

Tu praticamente stai dando dell'imbroglione al sottoscritto e a tutti i colleghi che lavorano in autonomia professionale.Visto che sei una collega, vai fino in fondo e inviami quello che hai scrtto qui via pec.
E che sia finita.
Io sono il realizzatore del sito http://www.dietaepeso.it/ quindi hai tutti i miei estremi lì.

Oltretutto: arriva una persona e ti chiede: "Dottore io le chiedo una valutazione dei miei bisogni nutritivi", tu rispondi: "non posso: vada prima dal medico", dove sta scritto? E se il cliente non ci vuole andare dal medico? Cosa fai lo obbilghi oon la forza? O rinunci a svolgere una competenza stabilita per legge? E se vale per i fabbisogni nutritivi ed energetici deve valere anche per tutte le altre competenze inerenti l'uomo. Se io voglio farmi un esame del sangue (pagandolo) io vado in laboratorio e me lo faccio fare (senza prescrizione medica). Se vale quanto hai scritto non si può più.
Lo psicologo, che ha una situazione normativa sovrapponibile a quella del biologo, manda il paziente dal medico prima di trattarlo?
Il farmacista, prima di consigliare un farmaco otc, manda il cliente dal medico?
E il macellaio, se una persona gli chiede una costata con tanto tanto grasso, manda prima il cliente dal medico (non si sa mai che abbbia la colesterolemia alta che può essere peggiorata dalla costata?). E se il cliente non ci vuole andare "no, no mi spiace niente costata se prima non ho la colesterolemia prescritta dal medico, un bel petto di pollo magro magro..."-
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Giuliano652
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Prov.: Brescia


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Inserito il - 19 maggio 2010 : 10:03:28  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Giuliano652  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Giuliano652 Invia a Giuliano652 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Vi chiedo un favore, non scrivete in maiuscolo. So che quasi tutti lo fate per mettere in evidenza le cose ma avete dato modo di conoscere i tag del forum, basta mettere in grassetto. Questo perché molti interpretano il maiuscolo come urla, ed è meglio che non si urli

Uno strumento utile per l'utilizzo del forum: cerca

Se sei nuovo leggi il regolamento e, se vuoi farti conoscere, presentati qui

Link utili alla professione:
FAQ su nutrizione e dietistica
[Raccolta link] cosa bisogna sapere del lavoro del biologo
Dà più sbocchi biologia delle posidonie o biotech suine?

Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
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celtic
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Inserito il - 19 maggio 2010 : 11:58:49  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
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Messaggio inserito da Giuliano652

Vi chiedo un favore, non scrivete in maiuscolo. So che quasi tutti lo fate per mettere in evidenza le cose ma avete dato modo di conoscere i tag del forum, basta mettere in grassetto. Questo perché molti interpretano il maiuscolo come urla, ed è meglio che non si urli



Lo consideravo una alternativa al grassetto, comunque d'ora in poi userò il grassetto.
Luana inserisci il sito dove hai letto quello che riporti, poi ci sarà un nucleo di biologi nutrizionisti che invierà una lettera all'ONB chiedendo e pretendendo interventi e chiarimenti.
Non è possibile che si spenda una vita a studiare (per lavorare) e poi ci si ritrovi continuamente qualcuno che ribadisce come il biologo sia il cameriere del medico (era già successo nel 2005 a un corso ecm - segnalato al sottoscritto all'onb -) e poi torna fuori ciclicamente (la cosa grave è che queste affermazioni non provengono più dai medici ma da "biologi").
Perchè ti assicuro che nel caso l'ordine ponesse in dubbio l'autonomia professionale del biologo uscirebbero dall'onb (non spendo migliaia di euro/anno tra contabilità ordinistica, ecm, enpab) per "pagare la tangente al medico per lavorare", nè posso permettermi di pagarla. Usciamo dall'ordine, i 10 anni di università rimangono, apriamo il codice atecofin da naturopati, diamo dei bei consigli nutrizionali (invece che scrivere 100 g di pollo nella dieta, scriviamo "circa 100 g" - così è un consiglio nutrizionale e non una dieta) e tanti saluti all'onb.
Tutti i biologi con specializzazione si reiscrivono a medicina per acquisire la seconda laurea, denunce ai nas per il mancato riconoscimento di cfu con scoperchiamento di tutti gli altarini, chiusura delle facoltà di scienza della nutrizione umana (nessuno prende una laurea di 5 anni per dipendere dal medico, fa un anno in piàm diventa medico e fa quel che vuole - in libera professione-) e via così.
Tenuto conto che di laboratori ve ne sono pochissimi si iscriverà a biologia chi vorrà fare il consulente haccp o i controlli di qualità.
Mi immagino le code agli sportelli in segreteria.............
Armageddon.

Oltretutto: sono iscritto all'onb da 10 anni (forse di più), laureato da 15, mai sentita la feder biologi (la snabi sì, l'associazione laureati in scienze biologiche anche, l'abni pure, la federbiologi la sento ora). Ma chi sono? L'associazione delle biologhe coniugate a medici? L'associazione dei biologi con fratello medico? L'associazione dei biologi masochisti?
Anni fa una persona con accento siciliano mi telefonò all'ora di cena, qualificandosi come biologo, mai visto mè conosciuto.
Mi disse "sono il collega XXX: votami alle prossime elezioni dell'ordine", poi continuando a parlare io gli dissi che avevo intenzione di iniziare a svolgere l'attività di nutrizionista. Il presunto collega mi disse "Ah, io non lo farei, secondo me ci vuole il medico", io gli chiesi "ma tu che lavoro fai?". Risposta (che non scorderò mai): "Ah, io lavoro in ospedale: mio fratello è medico".
Ti assicuro che ci sono un sacco di biologi (soprattutto al nord) che hanno la bava alla bocca e stanno sulle barricate (tra pagamenti all'enpab, al commercialista, normative assurde, tasse di qua, tasse di là). si alzano di notte a fare dieta, devono tenere le tariffe basse per la crsi. ecc.) per cui se qualcuno ha scritto una simile affermazione ed è un biologo piantano altro che un casino.
Perché o la si finisce di sparare ca^^^te o NON sono c****te e allora si chiude la facoltà di biologia perchè nessuno lavora come nutrizionista a meno che non abbia il marito medico o il fratello meidico o l'amante medico.
Il promoter ecm che, durante un corso, distribuì un "documento" assolutamente non firmato perà intestato a un consigliere nazionale onb (documento che poi segnalai all'onb) che riportava sostanzialmente quello che dici tu ha dovuto annullare i corsi a Milano.
Il promoter (il presidente) era un medico, non specialista, meridionale. Perchè quesa mentalità de "il medico sa tutto", il biologo è bravo ma, poverino, non può lavorare senza il medco (medico bravo, biologo cacca) è diffusissima da Roma in giù dove si pretende che il medico guadagni senza lavorare (addirittura il biologo gli manda i clienti per le visite - "biologo pappone del medico" -) in quanto "risarcimennto per avere acquisito una laurea più difficile di tutte come quella di medicina".
Al nord ne abbiamo le p***e piene. Oltretutto il sottoscritto e altri hanno anche più anni di università di 'sta gente qui. Per non parlare dei biologi dottori di ricerca...........
Tra l'altro il Dottor Landi era Napoletano e Chimico quindi conosceva la questione e mi ha inviato una risposta chiarissima.


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tesla
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tesla



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Inserito il - 19 maggio 2010 : 13:10:36  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di tesla  Rispondi Quotando
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Usciamo dall'ordine, i 10 anni di università rimangono, apriamo il codice atecofin da naturopati, diamo dei bei consigli nutrizionali (invece che scrivere 100 g di pollo nella dieta, scriviamo "circa 100 g" - così è un consiglio nutrizionale e non una dieta) e tanti saluti all'onb.




Eh no!!! In Italia solo i medici possono esercitare l'attività di naturopata.

http://www.laleva.cc/phpBB2/viewtopic.php?f=13&t=116

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celtic
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Inserito il - 19 maggio 2010 : 13:42:19  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di celtic Invia a celtic un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
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Usciamo dall'ordine, i 10 anni di università rimangono, apriamo il codice atecofin da naturopati, diamo dei bei consigli nutrizionali (invece che scrivere 100 g di pollo nella dieta, scriviamo "circa 100 g" - così è un consiglio nutrizionale e non una dieta) e tanti saluti all'onb.




Eh no!!! In Italia solo i medici possono esercitare l'attività di naturopata.

http://www.laleva.cc/phpBB2/viewtopic.php?f=13&t=116





Solo i medici possono fare i naturopati, solo i medici possono fare gli omeopati, per la dieta i biologi devono pagargli la tangentopoli.
Inaguriamo un nuovo codice atecofin per i "tuttopati".
Sei indeciso? Non sai cosa vuoi fare nella vita? Una bella laurea in medicina e chirurgia e in 6 anni (solo un anno in più della media) diventi tuttopata.
Questo tipo di approccio che è in parte reale ha portato alla mancanza di infermieri (giustamente).
Diventiamo il Paese di medici ed avvocati.
Non è possibile essere il Paese di "Pulcinella aumma aumma" in cui i biologi non possono eseguire diagnosi (ma si attivano corsi ecm, aperti ai biologi, in diagnostica di laboratorio), del "dillo ma non scriverlo", "scrivilo ma su un foglio anonimo", "se usi la carta intestata scrivi un nome falso", dei "master che non sono master", delle sentenze e dei pareri interpretati e interpretabili in 10 modi diversi, del "non potrei ma lo fanno tutti", di "mio marito è medico, mia moglie è avvocato e mio fratello e poiziotto".
Con queste cialtronate, in Europa, non si lavora (fose in Afganistan diventando la concubina dei capi tribù), tanto più in un periodo di crisi.
Anche perchè sulla non chiarezza lucrano i furbi e periscono gli onesti.
La cosa positiva è che, con la crisi che c'è, si va veramente alla rissa. W la crisi: così smetteremo di essere italiani e iniziaremo a essere persone per bene.
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