Uno sguardo ai meccanismi della mente

Inside Neuroscience

26 gennaio 2008 - 2:15 am

The accidental mind

» di in: Libri,Mente

L’avete probabilmente visto qualche volta: un cervello umano illuminato drammaticamente da un lato, con la telecamera che ci gira attorno come a fare una ripresa di Stonehenge dall’elicottero ed una voce da baritono che esalta il design elegante del cervello in toni riverenti. Questo è puro nonsense. Il cervello non ha per nulla un design elegante. Benchè la sua funzionalità sia impressionante, il suo design non lo è. E, cosa ancora più importante, gli stravaganti, inefficienti e bizzarri piani del cervello e delle sue parti costituenti sono fondamentali per la nostra esperienza umana. Le particolari caratteristiche delle nostre sensazioni, percezioni ed azioni sono derivati, in larga parte, dal fatto che il cervello non sia una macchina ottimizzata per risolvere dei generici problemi, ma piuttosto uno strano agglomerato di soluzioni ad hoc che si sono accumulate attraverso milioni di anni di evoluzione.

E’ con queste parole (tradotte da me per l’occasione) che David J. Linden, professore di neuroscienze alla John Hopkins University School of Medicine, introduce il suo nuovo libro: “The Accidental Mind – How Brain Evolution Has Given Us Love, Memory, Dreams, and God”.
E con un titolo ed un’introduzione del genere, come lasciarsi scappare questo gioiellino?

Linden ci accompagna in un interessante viaggio attraverso il cervello, smontando l’idea di “macchina perfetta” che -forse un po’ narcisisticamente- ci piace avere di esso… e facendoci notare come molte delle cose che esso ci fa percepire sono in realtà dovute al fatto che il cervello NON è perfetto. Il nostro cervello non è stato costruito da zero, piuttosto è stato modificato dall’evoluzione a partire da cervelli più semplici. Per metterla nei termini del libro: se immaginiamo il cervello di un anfibio come un cono con un solo gusto di gelato, il nostro è lo stesso, solo con aggiunti un altro paio di altri gusti in cima a quello vecchio.

Il libro è scritto bene, con la giusta dose di ironia ed è assolutamente apprezzabile anche da chi non lavora nel campo delle neuroscienze anche se credo che avere qualche nozione base di biologia potrebbe essere molto utile in alcuni punti. Ricco di interessanti esperimenti e report di casi clinici che mostrano in pratica le stranezze del nostro cervello, si fa leggere molto velocemente!

Alcuni potrebbero trovare alcune delle affermazioni nel libro un po’ troppo affrettate, ma si tratta pur sempre di un libro di divulgazione, quindi alcune semplificazioni sono d’obbligo a mio parere.

Purtroppo, almeno che io sappia, non esiste (ancora?) una versione italiana, ma magari è la volta buona per esercitarsi un po’ con l’inglese!

Buona lettura!

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Tags: Divulgazione, Libri, Mente, Neuroscienze
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  • gioby - 19 novembre 2008 # 2

    Quasi quasi provo a procurarmelo! :)
    Non so ancora dove trovare libri scientifici in inglese qui a Barcelona.. se ci riesco però, lo comprerò sicuramente!

  • Sonno e false memorie - 2 giugno 2010 # 3

    [...] con quelle nuove. Una delle ipotesi sulle false memorie è quella che, poichè il nostro cervello non è una macchina perfetta, lo stesso processo di memorizzazione possa portare alla formazione di false memorie, se il [...]