Deep blue dot: un “punto blu profondo” nello spazio, che somiglia alla Terra
di Loredana Sansone
Guardare, scandagliare, esaminare ogni angolino di cielo nella ferma convinzione che “non siamo soli” e che dovrà pur esserci qualche pianeta simile al nostro, e a furia di cercare, ecco che ci ritroviamo un pianeta, anzi un ESOPIANETA blu, che ci assomiglia.
Innanzitutto specifichiamo che un esopianeta è un pianeta che orbita al di fuori della nostra orbita solare, ma intorno ad una propria stella e finora sono stati scoperti soltanto esopianeti di tipo gassoso, per cui è difficile ritrovarli nello spazio per via della debole luce che emanano: il primo, venne scoperto soltanto nel 2005. Per fortuna, questo esopianeta è grande e illuminato abbastanza da poter essere osservato.
Il telescopio Hubble ha ritrovato, dunque, a “soli” 64 anni luce da noi questo esopianeta: HD 189773b, per gli amici “Deep Blue Dot“, grande all’incirca come Giove e con elevatissime temperature che sfiorano i 1000° Celsius, sul quale si ipotizza che si verifichi uno strano fenomeno di “pioggia di vetro”, dovuto alla temperatura superficiale del pianeta blu, che potrebbe condensare le proprie particelle, generando questa pioggia del tutto particolare. Il “Punto Blu Profondo” ruota intorno alla sua stella impiegando 2,2 giorni e sebbene il colore sia quello caratteristico degli oceani, gli astronomi rifiutano l’ipotesi che possa essere costituito d’acqua ma derivante semplicemente da nuvole di gas di silicio emanate dallo stesso pianeta.
Per rilevare l’effettiva colorazione del pianeta, è stato installato sul telescopio uno spettrofotometro che rileva la misura della lunghezza d’onda emanata da un oggetto irradiato, ed hanno notato che “la lunghezza d’onda tipica per il colore blu è rimasta costante per tutto il tempo, diminuendo soltanto nella parte blu dello spettro quando il pianeta passa dietro la sua stella, a dispetto degli altri colori rilevati, che emanano un segnale diverso”, come ha spiegato l’astrofisico dell‘Università di Oxford, Tom Evans, che insieme alla sua equipe ha studiato a lungo l’esopianeta e la sua stella.
Tag:Deep Blue Dot, esopianeta, HD 189773b, telescopio Hubble, Tom Evans, Università di Oxford
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